Quest’anno sembra proprio che la pioggia di premi e riconoscimenti non voglia proprio fermarsi: Il Fumin vigne Rovettaz 2010 ad Operawine (evento di apertura del Vinitaly), il Montmary extra brut rosé con la selezione di Luca Maroni dei Migliori Vini Italiani, poi lo straordinario ed emozionante successo del Cornalin vigne Rovettaz 2016 con il PLATINO di Decanter accompagnato dalle medaglie di Bronzo di Fumin vigne Rovettaz 2014 e Pinot Noir vigne Tzeriat 2015. Insomma, un anno d’oro che ci permette di vivere con ancora maggiore gioia e determinazione questo nuovo cinquantennio che si apre dinnanzi a noi.

Oggi siamo invece qui per festeggiare una nuova medaglia che arriva dalla Selezione del Sindaco de “La città del Vino”. La nostra Petite Arvine vigne Rovettaz 2016 vince la medaglia d’ORO e si posiziona seconda assoluta tra i vini biologici selezionati!!

La Petite Arvine, come molti di voi già sanno, è un’uva originaria del Vallese svizzero, il cantone che si trova giusto al di là del passo del Gran San Bernardo. In Valle d’Aosta arrivò all’incirca negli anni 70 quando il canonico svizzero Joseph Vaudan, fondatore dell’Institut Agricole Regional,  la importò dalla sua Svizzera. E’ una cultivar tardiva, vendemmiata tipicamente nella prima decade di Ottobre e che ha la caratteristica di preservare bene il suo profilo acido. Si tratta di un’uva che ben si adatta al territorio montano valdostano e svizzero. Un studio dell’Istituto Changin sostiene invece che la Petite Arvine abbia un comune antenato nel Prié Blanc e quindi un’origine in realtà valdostana.

Al di là di questioni accademiche, la storia della nostra Petite Arvine inizia agli albori degli anni ’80 quando si decise di piantare, nella vigna Rovettaz, i primi filari di quest’uva bianca di montagna.. Dopo le prime sperimentazioni, si comprese presto che la Petite Arvine poteva davvero diventare il vino bianco più elegante e importante della nostra Cantina: la sua struttura, la buona tenuta d’acidità ne fanno un vino adatto sia ad una beva d’annata, sia (anzi soprattutto) ad un invecchiamento in bottiglia di 4-5 anni. Per raggiungere questo elegante risultato, dall’inizio del nuovo millennio il 20% della Petite Arvine vendemmiata viene messa in barrique, di primo e secondo passaggio, per la fermentazione alcolica e per il successivo affinamento di 8 mesi su fondi di fermentazione. Il restante 80% rimane in acciaio per esprimere al massimo i profumi di agrumi caratteristici della varietà.

Alcune degustazioni verticali delle nostre etichette ci stanno in realtà suggerendo che questo vino possa spingersi ancora più in là. Le Petite Arvine del 1996 o del 1997 (vedere foto), di cui abbiamo ancora qualche bottiglia, ci stanno suggerendo che forse un deciso ed importante invecchiamento sono il vero segreto per esaltare al massimo le migliori espressioni di quest’uva.