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Intenso, ampio, di qualità eccellente.

Il noto sommelier Paride Leali ha recentemente assaggiato la nostra Petite Arvine vigne Rovettaz 2018, ecco qua la sua analisi:

Petite Arvine - Grosjean Vini biologici in Valle d'Aostaesame visivo

Cristallino, consistente, giallo paglierino scarico.

esame olfattivo

Intenso, ampio, di qualità eccellente.

Floreale, fruttato, minerale: zagara, camomilla, frutta esotica, pietra focaia. Leggere note erbacee.

esame gusto-olfattivo

Secco, caldo, morbido; fresco e sapido. Di corpo, equilibrato, intenso, abbastanza persistente, di qualità eccellente.

conclusioni e abbinamenti

Pronto e armonico. Avrebbe potuto rimanere ancora qualche anno ad affinarsi in bottiglia, evolvendo ulteriormente.

Il primo pensiero è stato … inebriante! Un vino singolare, con una decisa identità, mai scontato, sicuramente di grande interesse ed elevata qualità.

Petite Arvine in purezza prodotto dalle uve del cru “Rovettaz” nella frazione Ollignan del comune di Quart, a nord-est di Aosta, dove l’Azienda Grosjean alleva le viti secondo tecniche e procedure moderne di agricoltura biologica, su declivi molto scoscesi di terreni sabbiosi e calcarei drenanti, esposti a sud e sud-ovest.

Al naso si apre con un bouquet ampio ed elegante, che si esprime fortemente anche in verticale sviluppando una intensità non comune. In bocca l’attacco è molto fresco, proseguendo morbido e minerale sul frutto, per chiudere relativamente lungo sulle note erbacee già lievemente avvertite al naso, e ancora sulla freschezza.

Un sorso tira l’altro e non stanca mai, grazie al perfetto equilibrio tra morbidezze e durezze, alla ottima struttura che riesce ad imbrigliare un titolo alcolometrico scalpitante (13,5% vol.) e mansueto al tempo stesso, e ad una freschezza acida che affascina e che disseta con discrezione.

Vinificazione con pied de cuve  selezionata da lieviti indigeni, affinamento di 6 mesi in parte in acciaio sur lie (70%), ed in parte in botti di rovere francese (30%).

E arriviamo così agli abbinamenti. La spiccata freschezza acida, per quanto ben equilibrata e mai invadente, potrebbe trarre in inganno i meno esperti lasciando erroneamente pensare ad un vino da aperitivo o da abbinare a piatti molto leggeri. Chi conosce le tecniche di abbinamento sa invece che tracciando il diagramma dell’analisi sensoriale, si scopre una figura dalla superficie molto ampia, che permette di azzardare abbinamenti più impegnativi. Se poi lo vogliamo sorseggiare come aperitivo oppure con una crudité di pesce leggero … va bene comunque! Io rimarrei tuttavia su abbinamenti più “importanti”, evitando opportunamente salse a base pomodoro ed accostamenti con gli agrumi, preferendo pesci grassi oppure crostacei con cotture ricche di aromi o, perché no, anche alla griglia.

Ricetta consigliata* Spiedini di anguilla alla griglia

* Link diretto alla ricetta presente sul sito web  © cucchiaio.it